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Gli elfi nel Paese del Sole e il frutto miracoloso

Nel Villaggio di Babbo Natale tutto procede con precisione incantata: le renne si allenano, gli elfi impacchettano doni, e soprattutto… l’Orologio Magico del Polo Nord scandisce ogni momento con puntualitĆ  di fiocco di neve.
Quell’anno, però, qualcosa andò storto.

Era mattina presto quando, all’improvviso, l’orologio emise un CLINK! sospetto.
Le lancette tremarono… scintillarono… e ZAC! un gruppo di sette elfi venne avvolto da un lampo di luce verde.

Quando la luce svanƬ, gli elfi si ritrovarono… sotto un sole bollente, in mezzo a palme altissime e sabbia dorata.

Zuccherino si tolse subito il cappuccio peloso:
«Per mille pupazzi di neve! Dove siamo finiti?»
Nastrina annaspò:
«Qui si sciolgono anche le idee!»

Gli elfi erano abituati al gelo, ai guanti di lana e alle sciarpe di ghiaccio. Ora, però, si trovavano in un’isola tropicale con addosso le loro divise invernali, le maniche pesanti e — nonostante tutto — il loro carico di doni da preparare.

E mentre loro boccheggiavano per il caldo, al Polo Nord un folletto di nome Starnutolo aveva un raffreddore cosƬ forte da sembrare una piccola tempesta personale: tossiva, starnutiva, sbuffava neve da tutte le parti.

La Guaritrice degli Elfi aveva detto:
Ā«Ci vuole il Kokoblu, il frutto esotico più raro del mondo. L’unico che può calmare la tosse magica!Ā»

Che ironia del destino: il frutto cresceva proprio nell’isola dove gli elfi erano stati teletrasportati per errore.

L’avventura nel Paese del Sole

Gli elfi iniziarono a camminare nella giungla, asciugandosi il sudore con le maniche di lana — cosa che nessun elfo aveva mai fatto in vita sua.

Ogni passo era una scoperta:
🐦 uccelli coloratissimi cantavano melodie tropicali,
🌓 palme oscillavano nel vento caldo,
šŸ’ scimmiette curiose li seguivano ridacchiando.

A un certo punto trovarono un cartello dipinto a mano:

ā€œGIUNGLA DEL KOKOBLU → SOLO PER CORAGGIOSI!ā€

Zuccherino sbuffò.
Ā«Siamo elfi del Polo Nord… nessuno ĆØ più coraggioso di noi!Ā»

Camminarono fino a raggiungere una radura piena di alberi altissimi con foglie grandi come vele. In mezzo al fogliame brillavano dei frutti blu luminosi: i Kokoblu.

«Eccoli!» gridò Nastrina. «Ma come ci arriviamo? Sono altissimi!»

Proprio allora, una scimmietta si avvicinò ai loro piedi.
Portava sulla testa una conchiglia come cappello e li guardava con aria furba.

«Voi cercare Kokoblu?» chiese in un italiano sorprendentemente perfetto.
Gli elfi annuirono.
«Io aiutare voi. Voi aiutare me.»
«In che modo?» chiese Zuccherino.
«Io avere fame di biscotti. Voi avere biscotti?»

Gli elfi si guardarono. Nei loro zaini gelati avevano biscotti allo zenzero che, per la prima volta nella storia, stavano iniziando a fondere.

«Affare fatto!» disse Nastrina.

La scimmia, velocissima, si arrampicò sugli alberi e raccolse i Kokoblu uno a uno, riempiendo un cestino intrecciato.

Il ritorno impossibile… o forse no?

Gli elfi avevano i frutti, ma come tornare al Polo Nord?
L’Orologio Magico li aveva mandati lƬ per errore… sarebbe riuscito a riportarli indietro?

Zuccherino tirò fuori dal taschino un piccolo pezzo di ingranaggio caduto dall’orologio durante il teletrasporto.
Ā«Forse se lo attivo…»

CLINK!
La stessa luce verde li avvolse.
La giungla svanƬ in un soffio di vento caldo.

Di nuovo a casa

Gli elfi atterrarono nel laboratorio del Polo Nord tra cumuli di neve fresca, raffreddando all’istante i loro abiti stropicciati dal caldo tropicale.

«Siete tornati!» gridò Babbo Natale. «E avete i Kokoblu!»

La Guaritrice preparò subito una tisana speciale per Starnutolo.
Il folletto bevve, tossƬ tre volte… poi si calmò all’improvviso.
«Funziona!» disse, con un sorriso che sembrava una stella appena accesa.

Gli elfi, ancora sudati, infreddoliti e stanchi, scoppiarono a ridere.

«È stato l’errore più caldo e più utile della storia!Ā»
«E abbiamo imparato che anche nel posto più lontano può nascere un aiuto per il Natale!»

Babbo Natale annuƬ.
«Ogni anno il Natale ci sorprende. E anche gli errori possono trasformarsi in miracoli.»

Morale:
A volte un imprevisto ci porta esattamente dove dovevamo arrivare. Basta saper cambiare punto di vista… e non avere paura di sudare un po’ per aiutare chi ha bisogno. šŸŽ„šŸ¦ŒšŸāœØ