favola natale frosty

Il primo Natale di Frosty, il cucciolo di husky

Nel freddo Polo Nord, dove le stelle brillano come diamanti nel cielo e la neve copre tutto con un candido abbraccio, viveva un cucciolo di husky di nome Frosty.
Aveva gli occhi color del ghiaccio e un musetto curioso che non smetteva mai di annusare il vento, sempre in attesa di nuove scoperte. Frosty era nato da poco e non aveva mai conosciuto il Natale.
Sentiva gli elfi e le renne parlarne in continuazione: Ā«La notte più magica dell’anno!Ā» . Ā«Babbo Natale volerĆ  nel cielo!Ā». Ā«Le luci, i doni, la gioia nei cuori!Ā»

E Frosty scodinzolava emozionato…Ā«Anch’io voglio vedere la magia! Voglio sapere cosa accade nella notte di Natale!Ā»

La curiositĆ  di Frosty

CosƬ, giorno dopo giorno, seguiva tutti da vicino:
gli elfi che costruivano giocattoli scintillanti,
le renne che si allenavano con i campanelli al collo,
e perfino Babbo Natale mentre controllava mille mappe del mondo.

Ma nessuno aveva tempo di fermarsi a spiegargli cosa sarebbe successo realmente.
Era tutto un correre, impacchettare, ridere e sistemare… e Frosty rimaneva con mille domande nella testa.

«Perché tutti sono così indaffarati?» chiedeva al vento che gli accarezzava il pelo.
Il vento rideva, ma non rispondeva.

La notte in cui tutto brillò

Finalmente, arrivò la Vigilia di Natale.
La slitta era pronta, le renne scalpitavano impazienti e il cielo era cosƬ limpido che si potevano contare tutte le stelle.

Frosty si nascose dietro un mucchio di neve, deciso a scoprire il segreto.

Quando Babbo Natale salƬ sulla slitta e disse con la sua voce profonda:
«È ora di portare la magia nel mondo intero!»,
Frosty non resistette:
corse e… saltò sulla slitta!

«Oh-oh! Ma chi abbiamo qui?» esclamò Babbo Natale con un sorriso.

Frosty guardò il cielo, le renne, la slitta scintillante.
Ā«Per favore, Babbo Natale… voglio vedere la magia!Ā»

Babbo Natale gli accarezzò la testa con una mano grande e calda.
«Allora tieniti forte, piccolo avventuriero!»

Il volo della meraviglia

La slitta si sollevò e Frosty sentì la neve allontanarsi sotto le zampe.
Volavano! Volavano davvero!
Sotto di loro si accendevano cittĆ  illuminate, finestre brillanti come stelle, bambini che dormivano sognando un mondo migliore.

Frosty vedeva alberi decorati, tavole apparecchiate, abbracci, famiglie unite…
Ovunque, speranza. Ovunque, amore.

«Babbo Natale,» sussurrò il cucciolo con gli occhi commossi, «questa è la magia?»

«Sì,» rispose Babbo Natale, «il Natale non è nei doni che portiamo, ma nel calore che lasciamo nel cuore delle persone.»

Frosty guardò ancora quel mondo pieno di luce e capì.
CapƬ perchƩ tutti lavoravano senza sosta.
CapƬ perchƩ quella notte era cosƬ importante.

Il ritorno e una nuova missione

Quando tornarono al Polo Nord, le prime luci dell’alba tingevano il cielo di rosa.
Frosty saltò giù dalla slitta e corse tra gli elfi e le renne con una gioia nuova nel cuore.

Aveva scoperto cosa fosse il Natale.
E decise che, ogni anno, anche lui avrebbe portato un po’ di quella magia:
con le sue coccole, i suoi scodinzolii, la sua allegria.

PerchĆ© anche un cucciolo può rendere migliore la notte più magica dell’anno.

Babbo Natale gli strizzò l’occhio:
«Benvenuto nella squadra, piccolo Frosty.»

Morale: la vera magia del Natale non si trova nei regali sotto l’albero, ma nelle emozioni che accendono i cuori. Chi ama con sinceritĆ  diventa parte di quella magia… anche se ĆØ un cucciolo di husky. ā„ļøšŸ¾šŸŽ„