La magia di Emma e la barba di Babbo Natale
C’era una volta una bambina di nome Emma, che abitava in una piccola casa ai margini di un bosco sempreverde. Aveva gli occhi pieni di scintille e la curiosità più grande del mondo.
Ogni sera, prima di dormire, stringeva forte il suo peluche a forma di renna e sussurrava: «Vorrei tanto accarezzare la barba di Babbo Natale… dev’essere morbida come una nuvola! E vorrei giocare con le sue renne, correre con loro nel cielo…»
La mamma sorrideva mentre le rimboccava le coperte. «Chissà, Emma. A Natale la magia arriva dove meno te lo aspetti.» E un Natale, la magia arrivò davvero.
emma: la notte che tutto cambiò
La vigilia di Natale, mentre tutti dormivano, Emma sentì un suono strano. Una risatina di campanelli, unita a un puff! come se una manciata di neve fosse caduta dentro casa.
Curiosa, si alzò dal letto, aprì la porta e vide… una scia di brillantini rossi che portava fino al giardino.
«Che meraviglia!» sussurrò, seguendo quella luce tremolante.
Appena uscì, sentì un soffio caldo dietro di sé.
Si girò… e rimase senza fiato.
Davanti a lei c’era una piccola renna, grande quanto un cagnolino, con due corna minuscole e un naso che sembrava una pallina luminosa.
«Ciao Emma!» squittì la piccola creatura. «Sono Lumin, la renna più giovane del Villaggio di Babbo Natale. Ho bisogno del tuo aiuto!»
Emma spalancò gli occhi. «Il mio aiuto? Io?»
La renna annuì.
«Certo! Babbo Natale sta preparando tutto per la consegna dei regali, ma… la sua barba si è impigliata in un sacco di doni. Nessuno riesce a liberarla! E tu sogni di accarezzarla, vero? Beh, potresti essere la sola a districare quel groviglio!»
Emma sentì il cuore battere forte.
«Portami da lui allora!»
L’incontro tanto atteso
«B… Babbo Natale?» balbettò Emma.
Lui si voltò e le rivolse un sorriso così caloroso da scaldare anche la notte più gelida.
«Ma certo, piccola Emma! Ti stavo aspettando.»
«Me?»
«Sì,» rise Babbo Natale, «sei famosa quassù! Lumin mi ha detto che sogni di accarezzare la mia barba. E io ho davvero bisogno di una mano.»
Emma si avvicinò piano. La barba era davvero come aveva immaginato: soffice, candida, profumava di biscotti appena sfornati.
Con delicatezza iniziò a liberare i riccioli di neve e i nastri colorati rimasti impigliati.
Le renne osservavano emozionate, scuotendo le campanelle dei loro finimenti.
«Bravissima!» disse Cometa.
Quando la barba fu finalmente libera, Babbo Natale fece un grande respiro.
«Ahhhh, molto meglio!» disse. «E per ringraziarti, cara Emma… vuoi fare un giro nella slitta?»
Emma sussultò. «Davvero posso?»
«Sali, piccola aiutante!»
Un volo che non si dimentica
La slitta si sollevò tra i fiocchi di neve. Emma si ritrovò accanto alle renne, con Lumin che le dava buffetti affettuosi.
Sfrecciavano sopra foreste, fiumi ghiacciati, villaggi illuminati. Ogni tanto Babbo Natale rideva così forte che le stelle tremavano.
Emma si sentiva parte della magia, parte del cielo, parte del Natale stesso.
Quando tornarono al Villaggio, Babbo Natale si chinò su di lei.
«Ricorda, Emma: la curiosità è una luce che ti porta lontano. Non smettere mai di seguire le tue domande… potrebbero aprire porte magiche.»
Poi la toccò con un dito sulla fronte, e una scintilla dorata la avvolse.
Si ritrovò di nuovo nel suo letto, il cuore pieno di meraviglia.
Sul cuscino, però, c’era un regalo:
un piccolo batuffolo di barba bianca, profumato di neve e biscotti.
Emma sorrise.
Non era stato un sogno.
⭐ Morale:
La curiosità è una scintilla che apre le porte della magia. Chi segue i propri sogni con il cuore puro può vivere avventure che solo i bambini sanno vedere.


