La tormenta che quasi cancellò il Natale
Tanti, tantissimi anni fa — così tanti che perfino Babbo Natale aveva la barba un po’ meno lunga — nel Polo Nord accadde qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Era il 22 dicembre quando il vento cominciò a soffiare più forte del solito. Gli elfi lo notarono subito: le luci oscillavano, la neve cadeva come una cascata di piume, e il cielo sembrava avere perso il colore.
All’inizio pensarono fosse una semplice tempesta invernale… ma ben presto si resero conto che si trattava di qualcosa di molto più grande.
Una tormenta di neve antica, chiamata Nevemuta, stava per risvegliarsi dopo secoli di sonno.
Non era una tormenta come le altre: aveva un potere che metteva i brividi perfino alle renne più coraggiose.
Ovunque passasse, il mondo diventava silenzioso, immobile, come se il tempo si congelasse.
E se la tormenta fosse arrivata la notte di Natale…
Babbo Natale non avrebbe potuto partire.
Niente viaggio, niente regali, niente sogni.
Gli elfi corsero da Babbo Natale, agitati come campanelle al vento.
«Dobbiamo fare qualcosa! La neve è troppo forte! I sentieri sono spariti, la slitta non potrà decollare!»
Babbo Natale guardò il cielo cupo, poi i suoi amici fidati.
«Non perdiamo la calma. Ogni problema ha una soluzione, se lo affrontiamo insieme.»
La ricerca della Stella Calda
Nella biblioteca antica del villaggio, nascosta tra libri di ghiaccio e pergamene d’argento, gli elfi trovarono una leggenda:
l’unica forza capace di fermare Nevemuta era la Stella Calda, una piccola sfera luminosa che, secondo la storia, poteva sciogliere anche il gelo più intenso.
«Ma dov’è?» chiese l’elfo Ghirigoro.
«Nel cuore della Montagna Brinata,» disse Babbo Natale. «Dobbiamo andare a prenderla prima che la tormenta raggiunga il villaggio.»
Così, Babbo Natale, tre elfi coraggiosi e Cometa — la renna più forte — partirono nella notte, sfidando il vento tagliente.
Camminarono per ore attraverso canyon ghiacciati e boschi che sussurravano.
Ogni passo sembrava più difficile del precedente.
Ma quando ormai stavano per arrendersi, videro una luce dorata filtrare da una grotta.
Era lei.
La Stella Calda, piccola come una noce, ma brillante come mille aurore.
La lotta contro la tormenta
Appena uscirono dalla grotta, Nevemuta li affrontò.
Un vento gelido ululò come mille lupi, la neve li avvolse fin quasi a far scomparire ogni forma.
La slitta tremava, gli elfi si tenevano stretti, Cometa faceva del suo meglio per non essere spazzata via.
Babbo Natale sollevò la Stella Calda sopra la testa.
La sua luce divenne sempre più grande, sempre più calda, fino a formare una cupola dorata attorno a loro.
La tormenta si agitò, urlò, cambiò direzione… ma la luce era più forte.
Nevemuta si assottigliò, diventò un soffio, e poi scomparve tra le stelle, sconfitta non dalla forza… ma dalla speranza e dal coraggio.
Il Natale salvato
Quando tornarono al villaggio, gli elfi corsero ad abbracciarli.
Il cielo era tornato sereno, la neve scendeva in piccoli fiocchi gentili e la slitta brillava come nuova.
Babbo Natale guardò tutti con gli occhi lucidi di emozione.
«Il Natale non è stato salvato da me,» disse, «ma da tutti noi. È nelle mani di chi crede, di chi aiuta, di chi non si arrende.»
Quella notte, la slitta partì più luminosa che mai.
E da allora, ogni Vigilia, una luce dorata appare per un istante nel cielo del Polo Nord:
è la Stella Calda, che veglia sul Natale, ricordando a tutti che la magia è più forte del gelo più buio.
Morale:
Il Natale è fatto di coraggio, collaborazione e speranza. Anche quando tutto sembra perduto, basta una luce — anche piccola — per riportare calore nel cuore del mondo. 🌟❄️🎄


