la favola di natalend mary

La Vigilia di Natale di Mary e la Spilla Magica

Mary aveva sei anni e un sorriso capace di illuminare ogni stanza.
Quell’anno, però, non poteva passare la Vigilia di Natale a casa sua, vicino all’albero addobbato con le luci colorate e i biscotti preparati con la mamma.
Doveva trascorrerla in ospedale, avvolta in un pigiama celeste e con la flebo accanto al letto.

All’inizio era spaventata.
Le pareti erano bianche, i corridoi silenziosi, e la neve batteva forte contro i vetri come un tamburo d’inverno.

Ma pian piano, Mary scoprì che in quell’ospedale viveva una magia diversa.
I medici e gli infermieri la coccolavano con dolcezza, come se fosse una piccola stella caduta lì per sbaglio.
Le sistemavano le coperte, le portavano cioccolata calda, le leggevano storie… e qualcuno osava perfino cantare canzoni di Natale un po’ stonate ma piene d’affetto.

Mary cominciò a sentirsi meno sola, anche se il suo cuore batteva piano per la nostalgia.

La notte della Vigilia

Quella sera, tutti nel reparto cercavano di rendere l’atmosfera speciale.
C’erano disegni appesi ai muri, palline di carta colorata e perfino un piccolo albero illuminato da lucine a batteria.

La neve cadeva lenta e luminosa, quasi volesse dire: Non ti preoccupare, Mary, la magia sta arrivando.

Quando la bambina chiuse gli occhi per riposare, sentì un lieve tintinnio, come campanelli lontani.
Sapeva che era impossibile… eppure…

Una luce dorata riempì la stanza.
Mary spalancò gli occhi e lo vide.

Babbo Natale, in carne, barba e mantello rosso, stava entrando con un sorriso che scaldava più di qualsiasi coperta.

«Ciao Mary,» disse con voce soffice come panna montata. «Ho sentito che stai passando un Natale diverso… ma anche molto coraggioso.»

La bambina si raddrizzò nel letto, incredula.
«Sei davvero tu?»

«Sono davvero io,» disse lui ridendo piano. «E non potevo mancare. Nemmeno qui.»

Il dono più speciale

Dalla tasca del cappotto, Babbo Natale tirò fuori una piccola spilla a forma di stella, d’oro e argento, che brillava come un frammento di aurora.

«Questa,» disse con solennità, «è una spilla magica. Non guarirà tutto con uno schiocco di dita… ma nelle giornate più difficili ti farà sentire più forte.
Quando ti sembrerà di avere paura, tienila stretta: ti ricorderà che non sei sola, e che il mondo è pieno di persone che ti vogliono bene.»

Mary allungò la mano tremante e prese la spilla.
Era calda, viva, come se avesse un cuore tutto suo.

«È bellissima…» sussurrò. «Grazie, Babbo Natale.»

Lui le accarezzò la testa.
«E ricordati, piccola Mary: il coraggio che hai qui dentro» — e le toccò il petto — «vale molto più di qualsiasi magia.»

Un risveglio diverso

Quando la bambina si svegliò la mattina di Natale, la stanza era tranquilla, senza luci strane né campanelli.
Per un momento pensò di aver sognato tutto…

Finché non vide la spilla magica sul suo cuscino, che brillava leggermente come un fiocco di neve al sole.

I medici entrarono per augurarle buon Natale.
Quando notarono la spilla, Mary sorrise.
«È un dono speciale,» disse. «Per aiutarmi nei giorni più difficili.»

Gli adulti si scambiarono sguardi stupiti ma felici.
In qualche modo, ne erano certi anche loro: in quella stanza, quella notte, era davvero passata un po’ di magia.

Mary chiuse la spilla nella mano e sentì il cuore più leggero.
Sapeva che quell’anno non l’avrebbe mai dimenticato.
Un Natale diverso, sì…
Ma anche uno dei più pieni d’amore della sua vita.

Morale:
La magia del Natale trova sempre la strada, anche nei luoghi più inaspettati. E il coraggio, quando è condiviso con chi ci vuole bene, diventa il dono più luminoso di tutti. 🎄✨